Codice disciplinare, procedimenti e sanzioni
 
D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, contiene il “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici”.
Il D.P.R. in oggetto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 4 giugno 2013, abroga il "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni", già approvato con decreto del Ministro per la funzione pubblica del 28 novembre 2000.




Codice disciplinare, procedimenti e sanzioni
PERSONALE  DELLA  SCUOLA
Il D.Lgs. 150/09 trae origine dalla Legge 15/09 in cui il Parlamento ha delegato il Governo a formulare norme per migliorare la produttività, l’efficienza e trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni. Oltre alle norme sulla valutazione della performance contiene anche la revisione delle disposizioni relative alla responsabilità del dipendente pubblico e delle relative sanzioni  disciplinari. In quanto Pubbliche Amministrazioni, tali norme trovano applicazione anche nelle Scuole e si applicano al personale scolastico, ad esclusione dei docenti per i quali un apposito DPCM dovrà determinare limiti e modalità di applicazione del Titolo II (misurazione della performance) e del Titolo III (merito e premi).

Per tutti i dipendenti ci sono gli obblighi di comportamento. 

Prioritario può essere considerato il riferimento al Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165.  Nel comparto scuola esiste il codice di comportamento (allegato 2 al CCNL 2006-09) a cui bisogna attenersi per evitare sanzioni. Per il personale ATA c’è il codice disciplinare sancito dall’art. 95 del CCNL, mentre per il personale docente la norma contrattuale è stata rinviata e valgono leggi e Codice civile (TU 297/94). 

Eventuali infrazioni determineranno l’apertura di una procedura di verifica/sanzione che si dovrà sempre aprire con una contestazione scritta degli addebiti al dipendente fatta dal D.S. non oltre 20 gg. da quando ha notizia del fatto da sanzionare. Il dipendente ha almeno 10 giorni, a partire dalla notifica dell’addebito, per la presentazione di controdeduzioni a difesa. Il dipendente può avvalersi dell’eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante sindacale. Il procedimento deve concludersi entro 60 gg. Dalla contestazione dell’addebito. Il docente può non presentarsi e inviare una memoria scritta e può formulare una sola volta, in caso di grave e oggettivo impedimento, istanza di rinvio. La violazione dei termini stabiliti comporta per l’amministrazione la decadenza dell’azione disciplinare e per il dipendente la decadenza dell’esercizio del diritto di difesa. Per sanzioni superiori a quelle irrogabili dal Dirigente Scolastico provvede l’Ufficio del Direttore Scolastico regionale, a cui il D.S. trasmette gli atti entro 5 gg. dalla notizia del fatto, dandone contestuale comunicazione all’interessato.

Nelle tabella seguente sono riassunte le principali sanzioni disciplinari:
PERSONALE DOCENTE ARTT. 492-501 D.LGS. 297/1994 PERSONALE ATA ARTT. 93-94 CCNL 2006-09
AVVERTIMENTO SCRITTO RIMPROVERO VERBALE
CENSURA RIMPROVERO SCRITTO
SOSPENSIONE DALL’INSEGNAMENTO FINO AD UN MESE MULTA DI IMPORTO VARIABILE FINO A UN MAX DI 4 ORE DI RETRIBUZIONE
SOSPENSIONE DALL’INSEGNAMENTO DA OLTRE UN MESE A 6 MESI SOSPENSIONE DAL SERVIZIO CON PRIVAZIONE DELLA RETRIBUZIONE FINO A 10 GIORNI
SOSPENSIONE DALL’INSEGNAMENTO PER UN PERIODO DI 6 MESI E UTILIZZAZIONE PER COMPITI DIVERSI DALLA DOCENZA LICENZIAMENTO CON PREAVVISO
DESTITUZIONE LICENZIAMENTO SENZA PREAVVISO

Circolare interna Prot. N. 1915/8/7/6 del 16/9/2014 


 
Si rimanda anche alla lettura di:
Ultimo aggiornamento: 2015-04-13 10:08:15